IL THE’: MARIO CALABRESI CONVERSA CON MARIO MELE

Il the’: Mario Calabresi conversa con Mario Mele.

Milano 06-02-2017

Il Direttore di Repubblica Mario Calabresi è stato ospite del Gruppo Mario Mele & Partners per il “Thè del Lunedì, il format all’interno del quale mensilmente ci si confronta con un ospite di grande prestigio sui principali temi dei media e della comunicazione.

Il Direttore di Repubblica, che ha da poco festeggiato un anno a capo di una delle più prestigiose testate europee, ha da subito focalizzato la conversazione con Mario Mele sulle tendenze del settore media e sulle sue principali problematiche: l’attenzione verso la produzione di contenuti e contenitori sempre più verticali ed il constante “rumore di fondo”, fonte di distrazione del lettore, sono solo due degli esempi che il Direttore ha voluto condividere per portare l’attenzione verso la necessità di avere come riferimento delle voci qualificate. In particolare il 2016 ha segnato un punto di svolta nei bisogni dei lettori di avere autorevoli punti di riferimento di informazione: la Brexit, il terrorismo, i terremoti e l’elezione di Trump rappresentano solo alcuni degli accadimenti dove il pubblico ha avuto la necessità di avere come riferimento fonti come Repubblica e Repubblica.it. Proprio sul canale digitale si sono raggiunti picchi di visite superiori ai 9 milioni di utenti giornalieri e sono poche le strutture capaci di reggere un volume di traffico così massivo e concentrato senza offrire una esperienza di navigazione negativa per l’utente, con contenuti ed approfondimenti sempre aggiornati. La testata deve cercare di essere sempre presente, ed il prima possibile, nei luoghi per raccontare al proprio pubblico quello che accade: dopo il terremoto di Amatrice, già alle 6 del mattino, quattro giornalisti della redazione di Repubblica erano in diretta live per raccontare dal posto quello che stava accadendo. E se nella velocità del racconto si possono fare errori, come del resto talvolta sono stati fatti, è essenziale non nasconderli, al contrario vanno corretti alla luce del sole. “Perché la credibilità”, ha sottolineato Mario Calabresi, “ è data anche dalla capacità di ammettere i propri errori”.

Il Direttore ha voluto porre anche l’accento sulla trasformazione del giornalismo e sul rinnovamento del processo di produzione ed organizzazione delle notizie. Il focus sulle storie, l’approfondimento ed il racconto incrementano l’attenzione del lettore, con l’obiettivo di concentrare il suo interesse e di ridurre la quantità di notizie a cui viene esposto. Questo cercando anche di ridurre la foliazione dell’edizione cartacea e riordinando il sito web.
“Repubblica dovrà sempre più focalizzarsi ogni giorno sulle 5 cose che interessano al proprio pubblico”, ha tenuto a rimarcare Mario Calabresi.
Ma non solo: oltre a questo, è necessario intercettare un pubblico giovane, intervenendo anche sulla struttura e l’organizzazione della redazione.
All’interno della sede di Via Colombo si è scelto ad esempio di organizzare un piano con 50 ragazzi che lavorano all’edizione digitale: il piano è totalmente diverso dagli altri, vi sono oggetti che non fanno parte del contesto classico della redazione di un giornale, come un flipper ed un biliardino. All’interno della struttura vi lavorano giovani professionisti, come il graphic designer Francesco Franchi, che arriva da un’importante esperienza al Sole 24 Ore, con l’obiettivo di intercettare modelli e strutture di storytelling capaci di rivolgersi a target di pubblico differenti.
Proprio la ricerca di questo obiettivo e la necessità di sconfiggere l’iniziale diffidenza dei target più giovani ha portato la redazione di Repubblica a realizzare lo scorso anno più di 2.000 dirette streaming. Nessuna testata ha fatto di più, né in Italia né in Europa Continentale.

Il rinnovamento di Repubblica continuerà con il restyling del sito: una nuova versione molto più pulita, concentrata sulle principali notizie, meno confusa, capace di essere facilmente fruibile e maggiormente chiara. Il traffico che arriva su Repubblica.it è principalmente diretto – 55% – quota che indica l’affezione del pubblico alla testata. La restante parte del traffico arriva per metà da Google e per metà da Facebook.
Sui modelli di contribuzione economica della testata, Calabresi ha mostrato diverse perplessità, in particolare verso il paywall e la vendita di contenuti attualmente gratuiti. Mentre la strada da perseguire sarebbe quella di offrire nuovi contenuti diversi per i quali i lettori siano disposti a pagare.

Per finire, un commento su come negli ultimi 10 anni la funzione del Direttore di un giornale sia radicalmente cambiata: l’attenzione verso la gestione economica della testata è sempre più stringete. Mario Calabresi dedica quasi due giorni alla settimana alla gestione economica e organizzativa, ponendo l’accento sulla necessità di avere una struttura amministrativa sempre più integrata con la redazione e viceversa.