Il Thé: Carlo Verdelli conversa con Mario Mele

Il the’: Carlo Verdelli conversa con Mario Mele.

Milano, 06 Marzo 2017

Nel corso della sua lunga carriera, Carlo Verdelli ha ricoperto il ruolo di direttore di “Vanity Fair”, de “La Gazzetta dello Sport” e, tra il 2015 e il 2016, è stato Direttore editoriale per l’offerta informativa in RAI. Il Gruppo Mario Mele & Partners l’ha ospitato in occasione del “Thè del Lunedì, il format mensile all’interno del quale il pubblico si confronta con un ospite di grande prestigio sui principali temi dei media e della comunicazione.

Verdelli ha avuto modo di riassumere la sua ultima esperienza in RAI, spiegando di essere stato chiamato dal Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto per conseguire 3 ambiziosi obiettivi strategici:

1. trasformare la RAI in un’azienda “normale”.

2. modernizzare l’azienda traghettandola nel terzo millennio.

3. liberarla dalla giochi dei partiti.

Per fare ciò, ha spiegato Verdelli, il suo lavoro è stato quello di preparare un piano editoriale che si poteva sintetizzava in uno slogan: “Rai per te, per tutti”. A differenza di quello degli anni ’80, “Rai di tutto, di più”, il nuovo slogan nasceva dalla consapevolezza della fine dell’epoca della comunicazione verticale. “È ormai cominciata l’era della comunicazione orizzontale, dove il singolo chiede un rapporto paritario con i media e dove chi diffonde informazioni ha il dovere di dialogare con chi le riceve”, ha sottolineato Verdelli.

Obiettivo concreto dell’ex Direttore editoriale era quello di creare un hub online chiamato “Rai 24” per gestire sul digitale la grande mole di news e farle circolare al di fuori dei canali tradizionali, in una logica di consumo dell’informazione pluri-canale. In questa trasformazione era necessario avvicinare le redazioni ed i loro linguaggi ai territori: per questo nel progetto era stata proposto lo spostamento della sede di un telegiornale da Roma a Milano, una dimensione meno “romano-centrica” e più tesa all’Europa.

Dopo un anno di duro lavoro, il Piano Editoriale di Verdelli è stato bocciato dal CdA della RAI. Venuto a mancare il primo obiettivo strategico di partenza, ammette Verdelli non senza ironia, la conseguenza non poteva che essere rassegnare le dimissioni.

“Oggi tra gli addetti ai lavori regna un generale sentimento di rassegnazione di fronte al fatto che una grande stagione del giornalismo sia finita. Bisogna invece reagire, interpretando i cambiamenti senza paura ed evitando di rinchiudersi all’interno delle poche nicchie di comfort”. Chiude l’intervento Verdelli: “Gli editori venderanno sempre meno ma la gente non ha smesso di informarsi. Al contrario, c’è più bisogno di informazione rispetto a prima. È quindi fondamentale, per i media, capire come costruire un rapporto con il pubblico e, soprattutto, ricominciare ad ascoltarlo”.